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Autore

Pino Coduti

Tempo di lettura

8 minuti

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Come scegliere il fotografo del matrimonio giusto: oltre il preventivo

Scegliere il fotografo del matrimonio significa scegliere molto più di qualcuno che sappia fare belle immagini.

Quel giorno sarete impegnati a viverlo. Accadranno cose davanti a voi e altre alle vostre spalle. Ci saranno persone che arriveranno da lontano, gesti che dureranno pochi secondi, emozioni che non potranno essere ripetute. Il fotografo sarà lì per vedere anche ciò che voi, inevitabilmente, non riuscirete a vedere.

Per questo, quando una coppia mi chiede come scegliere il fotografo del matrimonio giusto, la mia risposta non parte mai da una lista di servizi.

Parte da una domanda diversa: chi volete accanto a voi mentre tutto questo accade?

Portfolio, preventivo, album, numero di fotografie e tempi di consegna sono aspetti importanti. Ma vengono dopo. Prima c’è una persona, il suo sguardo e il modo in cui saprà entrare nella vostra giornata senza sottrarvi tempo, spontaneità ed emozioni.

Momento spontaneo durante un matrimonio fotografato da Pino Coduti.

Non state scegliendo soltanto delle fotografie

È normale iniziare da Instagram, da un sito o da una fotografia che vi ha colpito. Le immagini sono il primo incontro con un fotografo e devono emozionarvi.

Ma una fotografia riuscita non basta a raccontare come quel professionista lavorerà durante un matrimonio intero.

Un portfolio è, inevitabilmente, una selezione. Per questo vi consiglio di osservare storie complete, non soltanto le fotografie più spettacolari raccolte negli anni.

Guardate come viene raccontata la preparazione, la cerimonia, gli invitati, una stanza poco illuminata, il pranzo o la cena, la festa. Chiedetevi se riconoscete una continuità di sguardo e se le persone sembrano davvero presenti a ciò che stanno vivendo.

Una bella fotografia può nascere in un momento. Un racconto coerente deve reggere per tutta la giornata.

Sul mio sito potete vedere alcune storie complete di matrimonio e capire meglio il modo in cui costruisco un racconto fotografico:

storie complete di matrimonio

Chiedetevi come lavora, non soltanto cosa offre

Due preventivi possono contenere le stesse voci: preparazione, cerimonia, ricevimento, file digitali, album.

Eppure descrivere esperienze completamente diverse.

È uno dei motivi per cui considero limitante scegliere un fotografo soltanto confrontando ciò che è incluso.

La domanda più utile non è soltanto “cosa farà?”, ma “come lo farà?”.

Quanto interverrà durante la giornata? Vi chiederà continuamente di guardare verso la macchina fotografica? Costruirà molte situazioni oppure osserverà ciò che accade? Saprà accompagnarvi quando serve e fare un passo indietro quando il momento appartiene soltanto a voi?

Il mio modo di lavorare nasce soprattutto dall’osservazione. Cerco di essere vicino alle persone senza diventare il centro della scena. Intervengo quando è utile, ma non voglio che il matrimonio venga vissuto in funzione delle fotografie.

Per me il punto è esattamente il contrario: sono le fotografie che devono nascere da ciò che state vivendo.

Momento spontaneo tra gli invitati durante il ricevimento di matrimonio.

Conoscete la persona prima di scegliere il fotografo del matrimonio

C’è un aspetto che i social e i siti non possono mostrarvi fino in fondo: la persona che c’è dietro quelle immagini.

Durante il matrimonio il fotografo trascorre con voi molte ore. Entra in casa mentre vi state preparando, incontra le vostre famiglie, assiste a momenti intimi, vi sta vicino quando l’emozione cambia il ritmo della giornata.

Per questo credo molto nell’incontro prima della scelta.

Non serve soltanto a spiegare un listino. Serve a capire se riuscite a parlare con naturalezza, se vi sentite ascoltati, se il fotografo comprende ciò che per voi conta davvero.

Da oltre trentacinque anni fotografo matrimoni e continuo a considerare quella prima conversazione parte del lavoro fotografico. Molte fotografie cominciano lì, prima ancora di prendere in mano una macchina fotografica.

La fiducia non si aggiunge al servizio. Ne fa parte.

Se non amate essere fotografati, osservate come vi fa sentire

Una delle frasi che ascolto più spesso è: “Non siamo abituati a essere fotografati”.

È comprensibile. Quasi nessuna coppia lo è.

Per questo non credo che il compito del fotografo sia insegnarvi a diventare modelli per un giorno. Deve piuttosto creare le condizioni perché possiate smettere di pensare alla macchina fotografica.

Quando le persone si sentono osservate, cambiano. Quando si sentono accolte, tornano a essere se stesse.

Chiedete quindi al fotografo come affronta i momenti di coppia, quanto tempo richiede, quanto dirige e cosa accade se vi sentite in imbarazzo.

La risposta vi dirà molto più di una fotografia perfettamente costruita.

Lo stile non è soltanto un colore o un preset

Quando si parla di stile fotografico si pensa spesso all’estetica: colori più chiari o più intensi, bianco e nero, immagini luminose, composizioni cinematografiche.

Sono elementi importanti, ma lo stile è anche un modo di guardare.

Significa decidere a cosa prestare attenzione, quali relazioni seguire, quando aspettare, quando avvicinarsi, cosa includere e cosa lasciare fuori dall’inquadratura.

Nel mio lavoro questo approccio prende forma nel metodo A.S.A.: Autorialità, Storytelling, Artigianalità.

Autorialità significa assumersi la responsabilità di uno sguardo personale. Storytelling significa costruire un racconto e non una successione di fotografie isolate. Artigianalità significa seguire il lavoro fino alla sua forma finale, dalla selezione delle immagini alla stampa.

Qui potete approfondire il mio metodo:

il matrimonio come opera d’arte e il metodo A.S.A.

Ritratto della sposa realizzato attraverso un riflesso durante il giorno del matrimonio.

Il prezzo conta. Ma bisogna capire che cosa state confrontando

Il budget è una parte reale dell’organizzazione di un matrimonio ed è giusto tenerne conto.

Il problema nasce quando il prezzo diventa l’unica unità di misura.

Due fotografi possono proporre cifre simili e avere esperienza, sensibilità, metodo e presenza completamente differenti. Allo stesso modo, una proposta più alta può comprendere un livello di cura, di responsabilità e di lavorazione che non emerge da una semplice tabella.

Per questo, prima di confrontare i totali, provate a capire che cosa state davvero mettendo a confronto.

Chi sarà presente il giorno del matrimonio? Sarà lo stesso fotografo che avete conosciuto? Come lavora? Come seleziona le immagini? Che cosa succede in caso di imprevisto? Come vengono trattati e conservati i file? Quale attenzione dedica alla stampa e al prodotto finale?

A quel punto anche il preventivo acquista un significato diverso.

Se invece state cercando una checklist completa degli aspetti pratici da verificare, ho raccolto qui le domande da fare al fotografo prima di scegliere:

le domande da fare al fotografo prima di scegliere

Esperienza, premi e recensioni: come leggerli davvero

Esperienza e riconoscimenti hanno un valore, ma vanno letti nel modo giusto.

Un premio può raccontare ricerca, continuità e capacità di confrontarsi con standard professionali elevati. Una qualifica può documentare un percorso. Anni di lavoro possono significare avere affrontato situazioni molto diverse.

Nel mio percorso ho ricevuto, tra gli altri, il titolo MQEP, Master Qualified European Photographer, la Medaglia d’Oro FIAP e numerosi riconoscimenti internazionali nel wedding photojournalism.

Ma nessun premio può dirvi da solo come vi sentirete con quel fotografo accanto.

Per questo considero altrettanto importanti le recensioni. Cercate soprattutto quelle che raccontano il comportamento del fotografo, la discrezione, l’affidabilità, la capacità di mettere le persone a proprio agio e di gestire ciò che non era previsto.

Le immagini mostrano il risultato. Le testimonianze spesso raccontano l’esperienza.

Potete leggere qui le recensioni delle coppie che mi hanno scelto:

recensioni delle coppie che hanno scelto Pino Coduti

Come scegliere il fotografo del matrimonio giusto, sposi durante un momento spontaneo del matrimonio fotografato da Pino Coduti

Pensate anche a ciò che resterà materialmente

Oggi ricevere fotografie digitali è naturale e utile. Ma c’è una domanda che vale la pena farsi prima di scegliere: che cosa vorrete avere davvero tra le mani dopo il matrimonio?

Una galleria online è immediata. Un file è comodo. Una fotografia stampata, invece, entra nella vita della famiglia.

Per questo considero la stampa parte del processo fotografico e non un accessorio aggiunto alla fine. Album, stampe Fine Art e altri oggetti fotografici danno una forma fisica al racconto e permettono alle immagini di uscire dallo schermo.

Non è necessario decidere tutto subito. È però utile capire se il fotografo che state valutando considera anche questa fase parte del proprio lavoro oppure si limita alla consegna dei file.

Come scegliere il fotografo del matrimonio giusto per voi

Le domande pratiche sono importanti, ma vengono dopo

Disponibilità della data, contratto, orari, costi di trasferta, tempi di consegna, numero indicativo delle fotografie, eventuale video, album, gestione degli imprevisti: sono tutte domande corrette e necessarie.

Devono avere risposte chiare.

Ma non lasciate che siano le sole domande.

Una lista può dirvi cosa comprate. Non sempre riesce a dirvi chi avete davanti.

Ed è proprio questa la differenza che, nel tempo, tende a diventare più importante.

Come capire se avete trovato il fotografo giusto per voi

Non esiste il fotografo migliore in assoluto.

Esiste quello il cui modo di vedere è compatibile con il vostro, quello davanti al quale riuscite a immaginare di essere voi stessi, quello al quale sentite di poter affidare anche ciò che non potete programmare.

Quando guardate le sue fotografie, chiedetevi se vi interessa soltanto l’estetica oppure se riuscite a sentire le persone che vi sono dentro.

Quando lo incontrate, osservate se parla soltanto di ciò che offre oppure se è curioso di capire chi siete.

Quando vi presenta il suo lavoro, chiedetevi se state scegliendo una somma di servizi o un modo di raccontare.

È questo, per me, il punto centrale di come scegliere il fotografo del matrimonio giusto: non trovare qualcuno che faccia tutto, ma qualcuno che sappia riconoscere ciò che per voi conta davvero.

Sposi fotografati di notte in giardino durante il ricevimento di matrimonio.

Prima del preventivo, una conversazione

Ogni matrimonio ha tempi, persone ed equilibri diversi.

Per questo preferisco conoscere una coppia prima di costruire insieme la soluzione fotografica più adatta. Un incontro non serve a convincervi. Serve a capire se condividiamo lo stesso modo di pensare alla fotografia e al valore che avrà nel tempo.

Se state organizzando il vostro matrimonio e sentite che questo approccio vi somiglia, potete approfondire il mio modo di raccontare il matrimonio oppure possiamo conoscerci in studio o online.

Perché prima ancora di decidere quante fotografie riceverete, quale album sceglierete o quali servizi inserirete, c’è una scelta più semplice e più importante: capire a chi volete affidare il vostro sguardo su quel giorno.